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19 giugno ore 21,00 PalaCreberg

"Nanga Parbat, la mia montagna del destino"

Guarda il video messaggio di Reinhold Messner

Poco più di 50 anni fa, nel 1970, Reinhold Messner raggiungeva per la prima volta la vetta di un Ottomila, il Nanga Parbat. Aveva 25 anni e con lui c’era suo fratello Günther. Era la terza salita della grande montagna del Pakistan e i due alpinisti altoatesini erano riusciti ad aprire una via sulla fin lì inviolata parete Rupal, la più alta della Terra con i suoi 4500 metri di dislivello.

I due fratelli Messner arrivarono in cima nel tardo pomeriggio del 27 giugno, ma furono costretti a un bivacco notturno all’addiaccio poco sotto gli 8000 metri e il giorno successivo, a causa delle condizioni precarie di Günther, furono obbligati a tentare la discesa sul versante opposto, il Diamir, sconosciuto per loro, ma sul quale almeno inizialmente era più facile perdere quota. Dopo un altro bivacco all’addiaccio e la discesa dello Sperone Mummery, quando ormai erano sul ghiacciaio alla base della parete, il 29 giugno Günther rimase vittima di una valanga. Anche Reinhold venne creduto morto dai suoi compagni di spedizione, che invece lo incontrarono per caso sei giorni più tardi nella valle dell’Indo, dove era stato trasportato prima a spalla e poi in barella dai valligiani che lo avevano trovato e soccorso quando ormai era allo stremo.
A causa dei gravi congelamenti riportati, Messner subì la parziale amputazione di 7 dita dei piedi e fu costretto ad abbandonare l’arrampicata estrema.

Così il Nanga Parbat divenne la sua montagna del destino.

Infatti, Reinhold decise di dedicarsi proprio alla salita delle più alte montagne della Terra e nel 1978, a otto anni dalla tragedia e subito dopo essere stato il primo (insieme all’austriaco Peter Habeler) a salire senza ossigeno supplementare l’Everest, ritornò sulla cima del Nanga Parbat, aprendo sul versante Diamir nuove vie sia in salita sia in discesa in quella che è stata la prima “solitaria” di un Ottomila.

Nel corso degli anni a seguire, nei quali è stato il primo a concludere la raccolta delle 14 montagne più alte della Terra, salendole tutte senza usare l’ossigeno supplementare, Reinhold con la Messner Mountain Foundation ha costruito nelle valli intorno alla montagna, quattro scuole per i bambini e i ragazzi delle vallate ai piedi del Nanga Parbat.

 

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